giovedì, novembre 10, 2011

L’ufficio di Apple nel 1978


Chi sta leggendo la biografia ufficiale di Steve Jobs sarà informato su un po’ di storia di Apple. La società, prima di finire nel campus di Cupertino, ha cambiato alcuni edifici. Nel secondo anno di vita, quando i dipendenti erano molto pochi, era organizzata nell’edificio Good Earth, chiamato così per il vicino ristorante amato da Steve Jobs. Ma com’era questo ufficio?
Chris Espinosa, il dipendente numero 8, ha disegnato una cartina per spiegare la dislocazione dell’ufficio. Steve Jobs aveva un piccolo stanzino accanto a quello di Mike Markkula, il primo investitore di Apple che all’epoca era vice presidente per il marketing.
Nell’ufficio c’era il settore vendite, le finanze, due segretarie, l’ufficio materiali, un laboratorio tecnico, uno per gli ingegneri hardware e uno per quello software. Anche Steve Wozniak aveva il suo stanzino, posto tra quello degli ingegneri analogici.
[via thenextweb]

Apple copre d’oro i suoi top manager


Nei giorni scorsi abbiamo letto alcune notizie riguardanti l’uscita di alcuni manager da Apple. Dopo la morte di Steve Jobs, infatti, alcuni hanno deciso che il cambio di guardia dovesse coincidere con il cambio della loro vita verso progetti diversi. Per evitare che a qualcun altro venga questa idea, soprattutto tra i vice presidenti, Apple ha deciso di diffondere un po’ di benessere.
Il Consiglio ha approvato l’erogazione di un bonus di 150.000 azioni per ogni vice presidente senior della società. Al valore attuale si traduce con un bonus di 60 milioni di dollari ciascuno. La dirigenza di Apple al momento è fondamentale per la crescita della società. Un abbandono tra nel team potrebbe rivelarsi disastroso.
[via Apple]

Siri funziona anche negli iPhone 3GS


Ormai è certo che l’esclusività di Siri per iPhone 4S è solo una scelta commerciale di Apple per vendere più 4S. Dopo il porting dell’assistente digitale sull’iPhone 4, infatti, Grant Paul e Steve Troughton-Smith sono riusciti a trasportare il tutto anche nell’iPhone 3GS.
Siri funziona bene, senza rallentamenti, segno che la limitazione è imposta da Apple. Secondo alcune voci di corridoio, però, la società starebbe testando Siri anche per le generazioni precedenti dei suoi iDevice. Questo non vuol dire che presto lo vedremo anche negli altri dispositivi, almeno non ne breve periodo.
[via electronista]

Charlie Miller rileva un bug in iOS e viene bannato da Apple


E’ uno degli esperti mondiali di sicurezza dei sistemi operativi, tant’è vero che in passato ha rilevato diversi bug di OS X. Charlie Miller ne ha scoperto uno anche in iOS: un bug capace di scaricare codice malevolo in un’app approvata nell’App Store e sottrarre, così, dati sensibili all’utente.
Per dimostrare la sua scoperta ha creato un’app ad hoc, l’ha introdotta nell’App Store e ha dimostrato il buco. Il problema è che Apple ha buttato via l’acqua sporca con tutto il bambino, perchè dopo aver eliminato l’app di Miller ha sospeso anche l’account dello sviluppatore.
Probabilmente una procedura standardizzata di sicurezza, ma speriamo che il ricercatore riceva indietro l’accesso al portale degli sviluppatori e che Apple corregga il bug. Dopo il continua trovate il video dimostrativo di Miller.

[via BGR]

I manager degli Apple Store dovranno seguire un corso per le rivendicazioni dei dipendenti


Aumenta il numero degli Apple Store, ma aumentano anche i dipendenti e con loro le rivendicazioni salariali. Se entrate in un negozio di Apple, infatti, vi accorgerete del grande numero di persone all’interno che eliminano, di fatto, qualsiasi tipo di pausa per i dipendenti.
Per tale motivo alcuni di loro si stanno organizzando in gruppi sorretti dai sindacati. Anche in Italia abbiamo assistito, per esempio nel giorno delle vendite dell’iPhone 4S, a degli scioperi. Per tale motivo Apple sta attivando una serie di corsi per i manager degli Store per addestrarli a gestire i sindacati.
Il corso sarà obbligatorio per i manager e sarà ripetuto ogni due anni. Riguarderà tutte le pratiche legali per gestire le rivendicazioni e le procedure da seguire per i rapporti con i sindacati.
[via cnet]

L’Apple Store di Grand Central Station aprirà entro il 25 novembre



Sarà tra gli Apple Store più grandi del mondo e servirà milioni di clienti ogni anno. Il punto vendita di Grand Central Station, a New York, sarà inaugurato questo mese, probabilmente sabato 19 novembre. La società, infatti, ha dichiarato di volerlo aprire prima del Black Friday, il venerdì che darà inizio alla campagna natalizia, che quest’anno cadrà il 25 novembre.
La stazione di Grand Central è visitata da quasi 22 milioni di turisti ogni anno, con una media di 750.000 persone ogni giorno. Al momento nel cantiere continuano i lavori per permettere l’esposizione dei prodotti. Intanto trovate un video della stazione e del cantiere dopo il continua.

[via 9to5mac]

Greenpeace: Apple è la quarta società più verde dell’elettronica


Buone notizie per Apple sotto il fronte dell’ecosostenibilità. Nella nuova classifica di Greenpeace, infatti, la società ha guadagnato ben 5 posizioni per le società più verdi del settore dell’elettronica. Apple ora è al 5° posto con un punteggio di 4,6 su 10.
La società ha effettuato passi da gigante con il 70% del riciclo dei prodotti usati, il calo della richiesta energetica dei dispositivi elettronici e l’uso di sostanze nocive. Greenpeace suggerisce di attivare piani di produzione di energia pulita per le fabbriche e l’uso di plastica e carta riciclata per la costruzione dei componenti. Per il primo punto la società sta già costruendo un impianto ad energia solare per il datacenter del North Carolina, mentre per i prodotti non credo ricorrerà a materiale riciclato per questioni di qualità.
La società più verde del momento, per Greenpeace, è HP, seguita da Dell e Nokia. Purtroppo nessuna società ha superato i 6 punti, segnale che molto deve essere fatto per raggiungere la zona verde. La più inquinante di tutti al momento è RIM.
[via greenpeace]

lunedì, novembre 07, 2011

È finita l’epoca del CD: le etichette l’abbandoneranno entro il 2012


Compact Disc – Digital AudioIl download e l’ascolto di musica in streamingha “detronizzato” il Compact Disc (CD): le maggiori etichette discografiche cominceranno ad abbandonare il supporto ottico con la fine del 2012. Dopo un periodo in distribuzione per dei contenuti speciali, il CD sarà accantonato definitivamente. È finita un’epoca, come per la cassetta.
Il CD è stato presentato da Sony nel 1976. Negli anni ’80 è stato prodotto il primo CD: una registrazione della Simfonia delle Alpi di Richard Strauss, eseguita dalla Filarmonica di Berlino, guidata da Herbert von Karajan in una località vicina ad Hannover. Soltanto negli anni ’90 il CD è diventato un supporto alla portata di tutti.
Amazon è l’unico rivenditore in rete a proporre tuttora la distribuzione di CD al pubblico. Curiosamente, se le major intendono abbandonare il CD, gli appassionati di musica hanno “recuperato” il vinile: non soltanto per i club. Ad ogni modo i dischi ottici impiegheranno degli anni a sparire dagli scaffali dei negozi specializzati.
Se la grande distribuzione musicale opterà per l’abbandono dei CD è perché, evidentemente, le perdite provocate dalla circolazione illegale degli MP3 sono comunque inferiori agli introiti realizzati dalle etichette discografiche. Una tesi che Spotify, tra i servizi distreaming musicale più popolari, sosteneva già nel lontano 2008.
L’Europa e, soprattutto, l’Italia si trovano in una posizione piuttosto “imbarazzante” al riguardo. Spotify è stato concepito in Svezia: un’eccezione alla politica comunitaria sul diritto d’autore. Non è un problema di download illegale. Tra imposte sull’acquisto, percentuali per autori ed editori e ricarichi il costo è esorbitante.
Se iTunes ha ottenuto un grande successo, in Italia non esistono veri servizi di streamingmusicale. Le soluzioni ibride, ad esempio Comes With Music di Nokia, sono state ritirate dal mercato: per album interi, il CD è ancora la scelta più “economica” nel nostro Paese. A prescindere dal costo del supporto ottico che è ammortizzato.
Via | TG Daily

I nuovi uffici di Google a Los Angeles mostrati in foto


I nuovi uffici di Google a Los Angeles mostrati in foto
Image courtesy of LA Times
Ssiamo storicamente curiosi di sbirciare quelli che sono gli uffici delle grandi società, soprattutto ovviamente quelle del pianeta tecnologico. Una di queste è Google, che coi proprio uffici ha storicamente dimostrato di saper suscitare l’invidia in tutti quanti noi, soprattutto qui in Italia dove salvo rarissime eccezioni un ambiente di lavoro di questo tipo possiamo solitamente sognarcelo.
La nuova occasione per dare un’occhiata ci viene offerta dal Los Angeles Times, che ha fotografato i nuovi uffici Google in quel di Los Angeles: un complesso di oltre 30.000 metri quadri, con edifici disegnati dall’architetto Frank Gehry e ovviamente arredato nel classico stile dell’azienda di Mountain View, comprendente bar, sale giochi, palestre e tanta fantasia.
Per la galleria completa vi rimando al sito sopra linkato.